Ad Assisi, una tre giorni dedicata al Teatro Sacro

Dall'8 al 10 settembre, studiosi provenienti da diversi atenei europei s'incontrano nella città serafica per parlare di pratiche di dialogo tra religione e spettacolo

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La locandina della tre giorni

ASSISI – Teatro sacro. Pratiche di dialogo tra religione e spettacolo, si chiama così la tre giorni organizzata dall’Accademia Properziana del Subasio in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Lettere, e finanziata dal Comune di Assisi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, che trasformerà la città serafica nella capitale italiana del Teatro Sacro. L’iniziativa, in programma dall’8 al 10 settembre, si articolerà in un convegno internazionale di studi che si svolgerà presso la sede di Palazzo Bernabei, in cui  esperti provenienti da diversi atenei europei faranno il punto sui documenti del passato, dal Medioevo in poi, ma anche sui nuovi linguaggi teatrali, letterari e della struttura scenica che riguardano il Teatro Sacro. Obiettivo principale della tre giorni, come ricordano gli organizzatori, è, infatti, quello di far sorgere ad Assisi un centro studi sul Teatro Sacro che potrebbe estendere l’interesse alle forme d’arte che scaturiscono dalle esigenze di devozione, celebrazione, proclamazione, rappresentazione, con riferimento alle religioni monoteiste o non teiste come il buddismo, che si manifestano in teatro, musica, danza e arti figurative.

A partire dai laudari umbri, prima manifestazione di una ripresa del teatro occidentale, dopo il lungo silenzio seguito alla caduta dell’impero romano, attraverso le insorgenze di un teatro di ispirazione religiosa, riscontrabile in Inghilterra, come in Francia, in Spagna o in Germania, è possibile tracciare un filo rosso che, attraverso tradizioni consolidate nei secoli arriva fino a noi. Tutto ciò ha un forte legame con la storia e le tradizioni della città di Assisi che studiosi quali Silvio D’Amico, Maria Angela Terruggia, Frank Thomas, Francesco Santucci, Arnaldo Fortini (autore, quest’ultimo di La lauda in Assisi e le origini del teatro italiano, pubblicato nel 1961) considerano come la culla del Teatro Sacro italiano. Un seminario, articolato in tre giornate, in cui si proporranno spunti di riflessione storiografica intorno a un tema vasto, ma centrale della storia del teatro.

Ogni giornata di Teatro Sacro, poi, sarà conclusa da uno spettacolo, in programma presso l’Abbazia di San Pietro, alle ore 21.00 (i primi due sul sagrato, e l’ultimo, all’interno). L’obiettivo è quello di voler proporre, l’evoluzione delle pratiche teatrali partendo dalle laudi liriche e drammatiche, arrivando all’affermazione di una forma più matura, quella del 1600 del cosìddetto recitar cantando. Un progetto, che si avvale di risorse locali per una sorta di laboratorio teatrale e musicale che impegnerà tra cantanti, musicisti, attori, danzatori e tecnici, circa ottanta persone. Più precisamente, verranno messi in scena I giullari che fecero sorridere Dio a cura del Piccolo Teatro degli Instabili e dell’Ensemble Micrologus, per la regia di Corinna Lo Castro (venerdì 8 settembre); Santi e santonazzi, realizzato da Sonidumbria con il coordinamento di Barbara Bucci, Marco Baccarelli, Mirko Revoyera (sabato 9 settembre); la rappresentazione con attori, danzatori e orchestra barocca di Anima et di Corpo di Emilio de’ Cavalieri curata da Commedia Harmonica, per la regia di Umberto Rinaldi (domenica 10 settembre).

 

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