Celebrazioni San Francesco, il premier Gentiloni: “Riscoprire la virtù del dialogo”

Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha acceso la lampada che arderà accanto alla tomba di San Francesco d' Assisi, con l'olio offerto quest' anno dalla regione Liguria, nel corso della celebrazione del Santo patrono d' Italia

0
91
Un momento delle celebrazioni alla Basilica di San Francesco

ASSISI – “Ricominciamo da frate Francesco, piccolino, la grande opera di ricostruzione dell’ identita’ umana e sociale dell’ Italia”. Cosi’, questa mattina, il custode del Sacro convento di Assisi, frate Mauro Gambetti, nel saluto che ha aperto la celebrazione eucaristica del Santo patrono d’ Italia, nella Basilica superiore di San Francesco. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è arrivato al Sacro convento di Assisi stamani poco prima delle 10 per partecipare alle celebrazioni per la festa del patrono d’Italia, nella Basilica Superiore di San Francesco. Quest’anno la Regione Liguria donare l’olio che alimenta la lampada posta sulla tomba del Santo. La delegazione ligure è guidata dal presidente della Regione, Giovanni Toti, e dal sindaco di Genova, Marco Bucci: quest’ultimo accenderà la lampada di San Francesco a nome di tutti i Comuni italiani. Presiede la celebrazione eucaristica l’arcivescovo metropolita di Genova, cardinal Angelo Bagnasco, con i vescovi liguri. Al termine della messa, il premier – che è entrato dall’ingresso posteriore della basilica, senza attraversare la piazza, dove sono presenti circa 500 pellegrini – pronuncerà il tradizionale messaggio alla Nazione, trasmesso in diretta su Rai Uno.

Macerie “Vent’ anni fa qui c’erano le macerie – ha affermato frate Mauro Gambetti, ricordato il sisma che colpi’ duramente Assisi nel 1997 – con lavoro tenace, qualificato e sinergico tante maestranze hanno saputo ricostruire e rendere sicuro questo luminoso monumento che rende onore all’ Italia intera. Ne andiamo fieri e siamo riconoscenti al Governo italiano, alla Regione Umbria e a tanti amici, di ieri e di oggi”.

Auguri “Auguri papa Francesco il mondo ha bisogno di te” ha scritto anche in un tweet padre Enzo Fortunato, direttore della sala stampa del Sacro Convento. “Non poteva che essere a lui il primo pensiero oggi” ha commentato padre Fortunato.

PROIETTI “A nome della Amministrazione comunale e della città di Assisi porgo il più caloroso saluto di benvenuto – ha dichiarato il sindaco di Assisi Stefania Proietti – a voi tutti qui convenuti in rappresentanza della Regione Liguria che, nel nome degli ottomila Comuni della nostra Patria, onora il Santo Patrono d’Italia. Nel 1939 Papa Pio XII proclamò San Francesco d’Assisi Patrono d’Italia: da allora la Vostra gente ha lasciato un forte segno di affetto verso i simboli di questa Città con l’offerta dell’olio negli anni 1942, 1959, 1978, e, per ultimo, nel 1997, quando il terremoto scosse questa nostra terra e ferì questa Città al cuore: nella Basilica che per noi, cittadini di Assisi, e per il mondo intero è emblema della fede, abbiamo sentito la paura, abbiamo visto il buio, e soprattutto abbiamo perso amici carissimi. La lampada sempre accesa rievoca il gesto di San Francesco quando a San Damiano, Cristo crocifisso gli parlò dicendo “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”. Ed egli si accinse – ha sottolineato – con ogni diligenza, ad eseguirne il comando e, per prima cosa, offrì denaro ad un sacerdote, perché provvedesse una lampada e l’olio, e la sacra immagine non rimanesse priva, neppure per un istante, dell’onore di un lume. L’olio, prodotto comune alle nostre terre straordinarie, assume un significato simbolico potente. Proviene dalla tradizione millenaria di una cultura agricola, che qui come nella vostra regione tanto ruolo assume nella cura del territorio e nella prevenzione del dissesto idrogeologico, e oggi può essere strumento di mitigazione dei cambiamenti climatici. Gli oliveti, coltivati tradizionalmente, sono pozzi di carbonio, in grado di stoccare le emissioni causa dei cambiamenti climatici che, ormai tangibilmente a livello globale ma anche locale, sono origine di povertà, carestia, migrazioni e della perdita di tante vite umane, anche nelle nostre Città. In un mondo in cui la crisi ecologica è una manifestazione esterna della crisi etica, culturale e spirituale della modernità, occorre richiamare i valori della custodia del creato dell’opzione preferenziale per i poveri e della pace che si costruisce nella vita di ogni giorno, anche con l’attenzione alla cura della casa comune. Ed è proprio da Assisi, la Città sul mondo che tutti vedono – ha concluso – che in questa data simbolica, vuole partire una coraggiosa rivoluzione culturale: il Comune di Assisi, come la Diocesi e il Sacro Convento, come oltre 40 organizzazioni cattoliche italiane e centinaia a livello mondiale, hanno infatti aderito alla campagna per il disinvestimento dalle fonti fossili promossa dal Movimento cattolico mondiale per il clima”.

Bagnasco “In comunione e fraternità , concorra con l’ Europa al progresso dell’umanità , per il bene e la pace di tutti”. E’ la preghiera che il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha rivolto a San Francesco, patrono d’ Italia, nella Basilica superiore di Assisi durante la cerimonia di accensione della lampada votiva alimentata dall’ olio donato dalla Liguria. “L’Italia non abbia paura di riconoscersi cristiana, di riconoscere nel Vangelo il dna della sua anima”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, presiedendo ad Assisi la celebrazione eucaristica in occasione della festa di San Francesco, patrono d’ Italia. “Questo non significa intolleranza, come si cerca di far credere – ha puntualizzato – ma e’ la piu’ profonda verita’ dell’ anima italiana. Per essere in condizione di accogliere e dialogare con tutti, c’ è bisogno qualcosa di bello e vero da dire”.

Marini “La presenza ad Assisi per la festa di San Francesco del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni che segue a distanza di un giorno quella del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è importante e significativa. È la dimostrazione dell” attenzione che il Governo ha mostrato all’Umbria in questi ultimi mesi”: a dirlo è la presidente della Regione, Catiuscia Marini, che partecipa alle celebrazioni della festa in onore del santo patrono d’Italia. “Governo che è stato vicino alla nostra terra – ha sottolineato Marini – sia nelle vicende del sisma e della ricostruzione, sia per le altre che interessano il tessuto economico produttivo della regione, così come per alcuni investimenti legate alle infrastrutture”. “Con la festa di San Francesco dall’Umbria e da Assisi ancora una volta si parla al mondo”, ha concluso la presidente della Regione.

Porzi “Il messaggio di San Francesco, quello di un uomo di pace, vicino agli ultimi e ai poveri e al Creato sia da riferimento per l’azione amministrativa di tutte le Istituzioni, chiamate a lavorare per disegnare il futuro dei cittadini». Così la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Donatella Porzi. “Francesco, con le sue opere di pace, dialogo, accoglienza e rispetto della natura è una figura attuale per i cattolici e per i laici – spiega la presidente Porzi – soprattutto alla luce delle sempre crescenti sfide che ci troviamo ad affrontare. L’auspicio è che l’accoglienza dei tanti rifugiati alla quale le nostre realtà sono chiamate, ma anche la ricostruzione post terremoto, possano essere affrontate con lo spirito francescano e la solidarietà, per gli altri e per l’ambiente, che mosse San Francesco”.

Accensione Il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha acceso la lampada che arderà accanto alla tomba di San Francesco d’ Assisi, con l’olio offerto quest’ anno dalla regione Liguria, nel corso della celebrazione del Santo patrono d’Italia. “A nome di tutti i comuni della Liguria, in rappresentanza di regioni, province e comuni – ha detto il primo cittadino – rinnovo a frate Francesco l’ offerta dell’ olio, accendendo la lampada votiva. Un simbolico gesto dell’ amore che tutti gli italiani hanno per te. Vigila, san Francesco, sul nostro popolo, illumina i governanti, veglia sulle sorti dell’ Italia, guarda con benevolenza la nostra Liguria, rafforza i vincoli di fraternita’ , benedici tutti i lavoratori e dona a loro prosperità”.

Sorrentino “Cari fratelli e sorelle della Liguria,ancora un caldo abbraccio. Più che un congedo, vorrei fosse un ideale arrivederci. Vorrei ci ritrovassimo – ha dichiarato il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino – oltre le distanze, in precisi luoghi dello spirito, per fare ancora tante cose belle insieme. Quello che abbiamo vissuto in questi giorni è un seme che speriamo germogli e porti frutto. Come direste voi a Genova: maniman (non si sa mai!). Permettete che di questo seme io vi additi alcune dimensioni, che ci possono ancora vedere uniti in operosa fraternità. Vi invito innanzitutto a incontrarci idealmente ogni volta che ci capiterà di esporci a frate sole, di abbandonarci a frate vento, di attingere a sora acqua, sentendoci avvolti dall’abbraccio di “sora nostra madre terra”. È la casa comune dei nostri paesaggi stupendi dell’Umbria e della Liguria che ci impegniamo a custodire con l’amore di Francesco, lodando insieme la bellezza del creato e del Creatore. Sarei – ha sottolineato -poi felice se poteste prendere nota di un recente appuntamento assisano che ricorda quanto avvenne proprio in questa piazza di San Francesco il 27 ottobre 1986, quando gli esponenti delle diverse religioni, convocati da San Giovanni Paolo II, si riunirono in preghiera per implorare la pace dall’unico Dio. Ne parliamo ormai come di “spirito di Assisi”. Spirito più che mai necessario, mentre venti di guerra per ora solo minacciati gettano ombre sinistre su un futuro già pregiudicato dai numerosi conflitti regionali, alimentati da interessi di produzione e commercio di armi che fanno la vergogna del mondo, purtroppo anche del nostro Bel Paese. Per immettere la forza della preghiera – ha sottolineato – dentro questo paesaggio inquietante, ogni 27 del mese rilanciamo lo spirito di Assisi pregando per la pace. Vi invito, cari amici, ad unirvi alla nostra preghiera. Permettete infine che vi segnali l’ultima perla del panorama religioso assisano, inscritta nella scelta di vita che Francesco operò quando, per amore di Cristo, si spogliò di tutto. Perla recentemente incastonata in un nuovo santuario, il Santuario della Spogliazione. Solo una vita spoglia di sé e aperta ai fratelli, senza barriere e frontiere – ha concluso – può dare a tutti, e specialmente ai milioni di esseri umani spogliati fino all’osso dalla violenza e dall’indifferenza, un barlume di speranza”.

BassettiAssisi e Norcia sono le terrazze sull’ Europa. Ai politici italiani dico ‘ siate padri’ . L’ Italia oggi, per un motivo o per l’ altro, è fatta di povera gente”. Lo ha detto il presidente della Conferenza episcopale italiana, cardinale Gualtiero Bassetti, in un’ intervista di Lucia Ascione a ‘Bel Tempo si spera’ su Tv2000, in occasione della Festa di San Francesco patrono d’ Italia. “In questo momento nel nostro Paese – ha aggiunto il cardinale Bassetti – e’ povero anche chi ha le tasche piene di quattrini perché ha una famiglia disastrata, vive tante incomprensioni o drammi interiori. Tutti siamo poveri e bisognosi dell’ abbraccio di San Francesco”.

Toti “È una grande emozione essere qui. È dal ’97 che Liguria non offriva l’olio – ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti – fu un anno difficile per queste terre. Mi ricordo da giornalista il racconto del crollo delle volte della Basilica superiore per il terremoto. Vedere tutto ricostruito è segno della forza e della sapienza di questa gente e dell’Italia. Liguria come Umbria è una regione dove non è facile vivere e lavorare. Francesco doni alla politica, spesos piena di orpelli, un po’ della sua semplicità ed essenzialità”.

Tasca (ministro generale dell’Ordine dei frati minori conventuali): “Grazie a tutti i pellegrini, soprattutto a quelli della Liguria, che hanno donato l’olio. Il mondo contemporaneo – ha dichiarato – è afflitto dalla piaga della solitudine, ci si può sentire soli anche se si è contornati da tante persone e si è collegati più o meno virtualmente a tanta gente. Innalziamo a San Francesco una preghiera per l’Italia. L’anno prossimo sarà la Campania a offrire l’olio per la lampada votiva”.

Gentiloni “Grazie ad Assisi, ancora una volta luogo di incontro e di dialogo. La festa di San Francesco è sempre fonte di ispirazione per l’Italia, non solo perché è il Patrono ma per l’eredità di Francesco. Il viaggio di Francesco da Ancona – ha dichiarato – ne Vicino oriente nel 2019 compirà 800 anni: di fronte alla violenza della guerra di religione, lui chiese di incontrare il Sultano, che era il nemico, il diverso. Non sappiamo cosa si siano detti, ma si sono incontrati. Quell’incontro è di una attualità dirompente. Oggi il mondo è pieno di incertezze, si diffonde la tentazione di rifuggirsi nel muro dell’intolleranza. Quel viaggio ci ricorda che la scelta della chiusura non è obbligata, dobbiamo essere capaci di costruire ponti tra due sponde del Mediterraneo, oggi teatro di naufragi, ponti verso l’Africa che è il futuro dell’Europa, lì si affrontano radici delle migrazioni. Dobbiamo costruire ponti verso religioni e civilità. Di fronte alle sfide – ha sottolineato – di oggi dobbiamo metterci in cammino per dialogare con gli altri, un percorso impegnativo, pieno di ostacoli. In questi 60 anni cammino dell’integrazione europea ci ha insegnato a cacciare demoni di guerre. Negli ultimi anni questo cammino è sembrato fermarsi, far ripartire quel viaggio oggi è possibile, dobbiamo farlo per la pace e per il futuro del nostro Continente. A marzo Papa Francesco ci ha invitato a ripartire dai pilastri europei: centralità dell’uomo, pace e sviluppo. Possiamo farcela se seguiremo queste indicazioni, di discernere le strade della speranza. La crisi ci ha ricordato i muri nella nostra società, quelli del bisogno, che dividono vincenti e perdenti della globalizzazione. Abbiamo iniziato a lavorare per contrastare la povertà, per la sfida del lavoro perché non esiste dignità senza lavoro ed è uno degli insegnamenti di Francesco. I giovani, il Mezzogiorno, le donne: molti posti di lavoro li abbiamo recuperati ma tanto c’è ancora da fare. Poi c’è il messaggio ecologico di San Francesco – ha concluso il premier – a partire dai cambiamenti climatici. Sul terremoto, dobbiamo vincere la sfida della ricostruzione e rispondere al richiamo alla prevenzione fatta ieri dal presidente Mattarella qui ad Assisi. Il dialogo, virtù cristiana per eccellenza, è la strada per vincere tutte le sfide”.