Tagina, scaduta la cassa integrazione i sindacati si mobilitano

Di Maio non risponde: a rischio 150 posti di lavoro

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La sede della Tagina

GUALDO TADINO – Non sembra avere fine la vertenza Tagina. Le segreterie di Filctem Cgil e Femca Cisl di Perugia scritto ieri a prefetto per chiedere un incontro urgente per denunciare il forte malessere che i lavoratori stanno vivendo a causa dell’incertezza del loro futuro lavorativo. Il 3 agosto è scaduta la cassa integrazione straordinaria e in mancanza di una riposta da parte del Ministero dello Sviluppo economico, per mantenere i lavoratori in forza ed evitare il licenziamento in massa, i sindacati hanno sottoscritto un accordo con l’azienda che prevede la copertura per il mese di agosto con ferie e con la riduzione dell’orario di lavoro fino a capienza e, per i giorni restanti, con permessi giustificati ma non retribuiti. Un ennesimo sacrificio economico che metterà nuovamente a dura prova i lavoratori e le loro famiglie.

La vertenza  La Tagina, storica azienda di Gualdo Tadino famosa per le sue ceramiche, ha da ripreso la produzione a giugno – dopo il definitivo passaggio delle quote azionarie al gruppo Saxa Gres – ma senza la garanzia della concessione della cassa integrazione straordinaria alle maestranze che sarebbe scaduta il 3 agosto, nonostante un piano industriale per il rilancio già approvato dal giudice in fase di concordato. Da novembre 2017 i lavoratori hanno iniziato a vivere una situazione faticosa all’interno dell’azienda con la riduzione del personale di oltre 50 unità poi ad aprile è arrivato un acquirente – la Saxa Gres – che ha ridato futuro alla storica azienda umbra. A giugno riprendono le prime attività produttive, si riaccende un forno e 60 persone su 150 tornano a lavoro, ma per tornare a produrre a pieno ritmo, fare nuovi investimenti e la relativa formazione per i lavoratori, l’azienda invoca la cassa integrazione senza la quale l’azienda potrebbe essere costretta a mettere mano ai licenziamenti.

L’appello a Di Maio  Per scongiurare una nuova crisi, i sindacati si rivolgono direttamente al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio,  e a tutto il Governo Lega-Movimento 5Stelle. “Si fa riferimento alla nota che congiuntamente il sindaco di Gualdo Tadino e l’amministratore delegato di Tagina hanno inviato a codesto dicastero e al sottoscritto – si legge nella missiva – per segnalare la delicata situazione di crisi occupazionale in cui versa la storica società di ceramiche. In particolare si chiede di individuare soluzioni analoghe a quelle adottate per altre imprese di questo territorio, al fine di salvaguardare i livelli occupazionali”. Il prefetto Carlo Sgaraglia fa poi riferimento alla rilevanza della problematica che potrebbe avere ripercussioni a livello sociale e di ordine pubblico chiedendo di valutare “con ogni possibile considerazione, la richiesta in questione. Mettere per strada i lavoratori – scrivono i sindacati – sarà un’ulteriore tegola per questo territorio, un territorio già messo a dura prova dalla crisi di questi ultimi anni, vedi la famosa vicenda della ex Antonio Merloni, passando per la Faber e tutto il settore delle costruzioni, quasi scomparso dopo l’ottimo lavoro della ricostruzione post sisma del 1997. Caro Governo Tagina e tutto il sistema che si è messo positivamente in moto intorno ad essa, è un’occasione da non sprecare per il territorio della fascia appenninica per far ripartire l’occupazione.

La mobilitazione  Vista la situazione e la mancanza di segnali confortanti dalle varie istituzioni e una riposta dal Mise, i sindacati hanno annunciato delle iniziative di mobilitazione per tutelare i 150 lavoratori ancora in forza alla Tagina e le loro famiglie.