PERUGIA – Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha firmato questa mattina a Perugia, alla stazione di Fontivegge, le convenzioni del bando di riqualificazione delle periferie delle città  di Perugia e di Terni. I documenti sono stati firmati dal premier Gentiloni e dai sindaci Andrea Romizi e Leopoldo Di Girolamo. Presente anche la presidente della Regione, Catiuscia Marini. Come previsto dal bando per le periferie del 2016, che ha individuato secondo un ordine di priorità  le 120 città  italiane che avrebbero beneficiato di fondi per progetti di riqualificazione urbana, a Perugia dovrebbero arrivare 16 milioni e 389 mila euro, mentre Terni attende 10 milioni e 344 mila euro. Il capoluogo di regione investirà  la somma stanziata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri principalmente nei quartieri Fontivegge e Madonna Alta, a partire da parchi, aree verdi e impianti di videosorveglianza; mentre la città  delle acciaierie ha individuato per gli interventi la zona est, a partire dall’area delle ex officine Bosco. Per il Piano periferie del 2016, lo Stato ha messo a disposizione più  di due miliardi di euro: l’attuazione è  partita a marzo 2017 con lo sblocco della prima tranche di progetti riguardanti 24 città  per circa 500 milioni di euro.

Marini: “Progetti importanti”. “Questi investimenti per la riqualificazione urbana sono una iniziativa molto positiva da parte del Governo che mette così a disposizione delle città risorse finanziarie consistenti per agire su quartieri che hanno bisogno di interventi di edilizia ed urbanistici ma soprattutto di ricomposizione delle situazioni sociali. – ha affermato la presidente della Regione Catiuscia Marini – I Comuni di Perugia e di Terni hanno scelto progetti importanti con investimenti complessivi che il Governo mette a disposizione per l’Umbria, circa 30 milioni di euro”.

Romizi: “Fontivegge diventerà  il cuore intelligente della città“. Finalmente si finalizza un importante finanziamento –ha detto, invece, il Sindaco Romizi nel corso della cerimonia – che, insieme alle risorse di Agenda urbana e della Cassa di Risparmio di Perugia arriva a 30 milioni di euro. Fontivegge –ha proseguito Romizi- ha nella sua storia i semi dell’innovazione, nasce infatti come nuovo quartiere, voluto e pensato per ospitare il cuore della storica economia cittadina, la fabbrica della Perugina. Oggi, dopo un lungo periodo di declino, si appresta a diventare il cuore intelligente della città che si prepara ad affrontare da protagonista i nuovi scenari. Avevamo di fronte un problema complesso, che ha richiesto delle soluzioni complesse. Nella progettazione degli interventi è stato necessario partire proprio dalla mancanza di prospettiva che, anche in senso fisico, sembrava colpire chi giungeva a Fontivegge, dove il vuoto di pensiero rappresenta un elemento ancora più pericoloso rispetto al vuoto degli immobili. Nel nuovo modello si è voluto superare l’approccio urbanistico che tendeva a privilegiare il contenitore, pensando invece ad un sistema dove l’elemento immateriale determina quello fisico e i contenuti determinano i luoghi fisici in un nuovo approccio. La stazione (train station), dunque, si riappropria del proprio ruolo e diventa la porta di accesso alla brain station, dove le parole chiave sono: intermodalità nei trasporti, innovazione con il centro della grafica avanzata e del coworking, rigeneration center e la casa degli artisti per valorizzare energie e talenti del territorio.

Di Girolamo: “Quando le risorse sono scarse si impone l’esigenza di utilizzarle al meglio”. “Un caloroso ringraziamento al presidente Paolo Gentiloni – ha esordito il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo – per aver voluto dare solennità a questo evento. E’ uno strumento che potenzia la nuova modalità del rapporto tra Stato centrale e autorità locali. Non trasferire ai Comuni risorse in modo indistinto ma su progetti compiuti e realizzabili, incardinati su criteri rigorosi e con un cronoprogramma stringente. E’ una modalità che condividiamo pienamente, perché quando le risorse sono scarse si impone l’esigenza di utilizzarle al meglio”. Il primo cittadino di Terni ha poi illustrato il progetto ‘Interest’ per il recupero delle periferie di Terni: “Un progetto che si inserisce all’interno della riorganizzazione della città”.

Gentiloni “Curare la qualità del tessuto urbano delle nostre metropoli e dei nostri borghi”. “L’Italia parla al mondo attraverso le nostre città e i nostri borghi. Sono uno dei canali di influenza e di attrazione a livello internazionale e lo sono in modo speciale in questa regione. E’ per questo che dobbiamo prendercene cura, curare la qualità del tessuto urbano delle nostre metropoli e dei nostri borghi. Un dovere che si rivolge ai nostri cittadini ma che contemporaneamente è uno dei tratti distintivi della capacità di influenza e attrazione dell’ Italia a livello internazionale”, ha dichiarato il premier illustrando il senso del bando per la riqualificazione delle periferie, prima della firma della convenzione con i sindaci di Perugia e Terni. “Questo è l’animus con cui il governo Renzi lancio’ nel 2016 questo bando che riguarda 120 citta’ – ha spiegato – si tratta di un investimento piuttosto rilevante, che nell’ insieme muove quasi 4 miliardi, dei quali 2 miliardi di risorse statali”. Per Gentiloni, riqualificare le periferie italiane è anche “un modo attraverso cui rilanciare il mercato interno, i consumi, l’occupazione. C’è un obiettivo che riguarda la qualità delle nostre città , ma anche un obiettivo più generale, attraverso risorse statali, regionali e private, di dare una spinta ai nostri consumi interni, al mercato dell’edilizia e della riqualificazione urbana”.

Ricucitura Il premier ha fatto riferimento quindi all’area di Fontivegge – l’intesa è stata firmata in una sala della stazione ferroviaria – “che ha avuto fasi storiche diverse, con testimonianze di grande interesse ma poi fattori di degrado”. “Oggi però – ha aggiunto – ha delle straordinarie potenzialità”. “Se noi riusciamo a fare bene questo lavoro di rammendo e ricucitura posso essere recuperate e rilanciate” ha detto Gentiloni riferendosi al discorso più generale delle aree interessate dagli interventi. “Quindi – ha spiegato – la diversità di questi progetti è tenuta insieme da un’ idea del rammendo, espressione usata da Renzo Piano, come una delle opere fondamentali che chi si dedica o viene chiamato a lavorare su questi progetti deve avere in mente”. Per Gentiloni “dentro questo rammendo c’è l’obiettivo di rendere le nostre città più competitive”. “Sappiamo – ha proseguito – che a livello nazionale e internazionale si raggiunge anche attraverso la capacità delle città di attrarre turismo, insediamenti produttivi, giovani e cultura, innovazione tecnologica”. Secondo il premier, gli obiettivi sono la sostenibilità ambientale, anzitutto in termini di mobilità e anche del rischio idrogeologico, e l’inclusione sociale, il miglioramento attraverso strutture educative, di accoglienza e ricreative per migliorare la capacità di alcune aree delle nostre città di essere accoglienti”.